La gravidanza con la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS)

Le donne con POS possono essere madri, però è possibile che abbiano difficoltà ad arrivare ad una gravidanza. Sono pochi le volte in cui non si arriva alla gestazione e, nella maggior parte dei casi, è per non essere state trattate in modo appropriato.

Il primo passo da seguire, nel caso di avere la POS e di desiderare un figlio, è sottoporsi ad una revisione completa:

  • Revisione ginecologica: per verificare lo stato delle ovaie, delle trombe, dell’utero, ecc. ed assicurarsi che, tranne le ovaie policistiche, tutto il resto va bene.
  • Revisione endocrinologica: per controllare livelli d’insulina, trigliceridi, colesterolo, e determinare se sia necessario perdere peso, il che a sua volta aiuta a regolare gli ormoni.
  • Revisione psicologica: la ricerca di una gravidanza può essere in questo caso un processo lungo e frustrante. E’ necessario essere psicologicamente preparate e sentirsi forti e positive.

Prima della gravidanza

E’ anche importante preparare il corpo per arrivare ad una gravidanza, con una dieta sana, esercizio, acido folico ed altri supplementi. Non tutte le donne con POS hanno bisogno di un trattamento, e molte rimangono incinte in modo naturale, però, perché ciò avvenga, è importante che il corpo sia preparato.

Il primo passo per arrivare ad una gestazione è avere un’ovulazione adeguata. Dimagrire, spesso, aiuta ad arrivare all’obiettivo, però possono anche venir assunti farmaci che promuovono l’ovulazione.

Il citrato di clomifene è il farmaco più comune impiegato a questo fine. Può essere aggiunto anche un farmaco chiamato metmorfina, che fa sì che aumenti la sensibilità al glucosio. Quando il trattamento con clomifene non dà risultati, è possibile provare con le gonadotropine.

Tanto le gonadotropine quanto il clomifene aumentano le probabilità di avere gravidanze multiple. Queste gravidanze possono causare problemi, come un maggior rischio di avere un parto prematuro e pressione arteriosa alta durante tutta la gravidanza.

POS e fecondazione artificiale

La prima tecnica di fecondazione artificiale che viene impiegata per arrivare ad una gravidanza è il coito programmato.

E’ possibile cercare di controllare l’ovulazione mediante ecografie ed iniettando ormoni per rompere i follicoli, e programmare i rapporti sessuali. Se, dopo vari cicli, l’esito è negativo, vengono realizzate le prove necessarie per cominciare i cicli d’inseminazione artificiale.

Il test di base per cominciare i cicli d’inseminazione artificiale è l’isterosalpingografia, un test radiologico che serve per verificare che le trombe siano permeabili e che l’utero abbia una forma normale, senza nessuna malformazione congenita. Si realizza anche un seminogramma al partner, per verificare la quantità e la mobilità del seme. Se va tutto bene, appena arriva la mestruazione si potrà cominciare il trattamento per indurre l’ovulazione ed iniziare così l’inseminazione artificiale.

Se viene rilevato qualche problema nella donna o nel partner, sarà possibile ricorrere alla fecondazione in vitro. Sarà anche possibile cambiare il trattamento, dopo vari esiti negati d’inseminazione artificiale.

Con uno qualunque di questi trattamenti, la donna riesce di solito a restare incinta, prima o poi. Coraggio a tutte coloro che ci stanno provando!

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